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La Fondazione

Chi Siamo

La Fondazione nasce dalla volontà del suo Fondatore di dare seguito ai valori educativi e sociali del Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, istituito nel 1838 come luogo di alta formazione e crescita civile in un’epoca cruciale per la storia italiana, dove lui era stato convittore per 8 anni. Più che un’istituzione del suo tempo, il Collegio rappresentò un progetto educativo profondamente moderno, fondato su valori che restano oggi di straordinaria attualità: istruzione come leva di emancipazione, responsabilità pubblica, merito, spirito critico, servizio al bene comune, disciplina, amministrativo e formazione giuridica.

Nel clima del Risorgimento, il Real Collegio divenne un centro di formazione della futura classe dirigente, un ambiente in cui lo studio non era fine a se stesso ma orientato alla costruzione di una società più consapevole e coesa. Tra i suoi allievi figurano personalità destinate a segnare la storia del Paese.

 

La Fondazione si propone come spazio di conoscenza, ricerca e dialogo interdisciplinare, capace di attualizzare quei valori nelle sfide della contemporaneità, senza fini di lucro. Dalle questioni sociali ed economiche alle trasformazioni scientifiche e tecnologiche, dalla salute mentale all’intelligenza artificiale applicata alla medicina, il filo conduttore resta lo stesso: mettere la persona, la dignità umana e il sapere al centro dello sviluppo.

Operando senza fini di lucro, la Fondazione promuove iniziative che connettono memoria storica e futuro, consapevole che i grandi temi del nostro tempo – disuguaglianze, giustizia sociale, innovazione, etica della scienza – richiedono lo stesso spirito di apertura, responsabilità e fiducia nel progresso che animò l’Italia del Risorgimento.

Lo Statuto Albertino

Nel contesto culturale dell’Ottocento si affermano i principi che conducono allo Statuto Albertino del 1848, inteso come espressione di una nuova concezione della società basata su diritti, doveri, equilibrio dei poteri e libertà fondamentali. Tali valori, pur legati a un preciso momento storico, hanno costituito il fondamento della successiva Costituzione repubblicana. Il rapporto tra Statuto Albertino e Costituzione è quindi non solo giuridico, ma anche culturale, poiché entrambi mirano a dare forma istituzionale a una comunità fondata sul rispetto della persona, sulla partecipazione e sulla responsabilità collettiva, sollecitando ancora oggi una riflessione su cittadinanza, democrazia e progresso.

Fondazione Centro Studi Carlo Alberto di Torino

Il logo

Nel logo del Centro Studi Carlo Alberto si staglia la figura di una fenice, uccello chimerico associato, nelle culture e remote tradizioni del mondo - pur con differenti sfumature - al susseguirsi incessante del rogo e della culla.La fenice è, infatti, rappresentazione della perpetua risurrezione dopo la morte, della resilienza, della costanza. Qualità preziose in ogni campo della vita contemporanea e anche con specifico riferimento a un Re la cui figura reclama di risorgere a luce meridiana, stracciando i veli storiografici e biografici che l’hanno ad arte offuscata, talora anteponendo settarie interpretazioni ai fatti.Guardando a Re Carlo Alberto, nella fenice azzurra affiora anche una duplice evocazione sabauda: attraverso il colore e attraverso un richiamo anche all’aquila primordiale insegna della dinastia e simbolo in araldica, di maestà e di vittoria.

Il discorso del Presidente alla Conferenza Stampa  di presentazione del 8 maggio 2026

Lo “Spirito Albertino” di cui si parla oggi nasce dalla mia infanzia, ed oggi vi racconto come è perché è nato il “Centro Studi Carlo Alberto”.
Mio Padre e mia Madre erano nati a Bene Vagienna, l’Augusta Bagiennorum nata nel primo secolo prima di Cristo poco dopo la nascita di Torino, già Augusta Taurinorum.
Durante la seconda guerra mondiale mio Padre era un Chirurgo che era al fronte a Trieste, mentre mia Madre – tredici anni meno di lui - lavorava all’Ufficio Annonario del Comune di Bene Vagienna.
Mio Padre l’ha conosciuta andando a ritirare le tessere annonarie per la Madre vedova.
Si sono sposati nel gennaio del 1945, con la seconda guerra mondiale ancora in corso.
Dopo sei mesi – per “incompatibilità di carattere” – si sono separati per qualche mese.

Io sono nato nel dicembre del 1947, ma quando avevo appena 5 anni si sono nuovamente - e definitivamente - separati.
Nel 1958 mio Padre ha acquistato un appartamento in Via Carlo Alberto dal nipote del Dott. Vaccari, Ginecologo della Regina Elena di Montenegro, moglie di Vittorio Emanuele II.
Dopo il Sociale ed il San Giuseppe dovevo essere iscritto alle Scuole Medie e mio Padre è andato dal Rettore del Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri ottenendone un netto rifiuto perché i Barnabiti non accettavano figli di “separati”.
Mio Padre era molto amico del Cardinale Maurilio Fossati, e dopo pochissime ore ero regolarmente iscritto.
Il Cardinale Maurilio Fossati era il “Custode della Sindone” per conto dei Savoia, e uno dei più cari amici di mio Padre era l’Avv. Giuseppe Pia, figlio del fotografo che la fotografò nel 1898.
Nell’ottobre del 1958 ho quindi conosciuto Re Carlo Alberto – nel suo busto – entrando in Collegio come “convittore”.
Mio Padre aveva due avvocati ed anche mia Madre: erano in guerra totale e continua per “regolamentare” le mie brevi uscite dal Collegio.
Per me il Collegio era una vera e propria oasi di pace, lontana dalla guerra, un rifugio sicuro.
Tutti i giorni passavo davanti al busto del Re Carlo Alberto che con i Barnabiti mi ha accudito, protetto e formato per 8 anni.

Quando sono uscito nel 1965 – con la maturità classica – avevo 17 anni, ma il legame con il Collegio era ed è rimasto fortissimo, anche grazie all’ “Unione ex convittori” che lo scorso 2025 ha celebrato i cento anni dalla sua fondazione. Il Real Collegio Carlo Alberto ha chiuso nel 1998. L’anno scorso avevo 77 anni ed ho avuto l’idea del “Centro Studi Carlo Alberto” che l’amico Notaio Morone ha formalizzato creando una realtà, sì piccola ma fortemente motivata e multidisciplinare.
L’ araba fenice riprodotta nel logo è la rappresentazione della perpetua risurrezione dopo la morte, della resilienza e della costanza.
Il “Centro Studi Carlo Alberto” si occuperà inizialmente della Sindone, da sempre legata ai Savoia, e in questi giorni d’intesa con la “Confraternita del Santo Sudario”, con il Direttore del “Museo della Sindone” e con i “Cultores Sindonis”, ho fatto riprodurre in un materiale leggero la “Sindone tattile” per i non vedenti, presente dal
2002 nel Museo di Via San Domenico, ma pesante oltre 200 kg e difficilmente trasportabile.
È come se fosse la scannerizzazione della Sindone conservata nel Duomo di Torino.
Nel 2028 lo “Statuto Albertino” compirà 180 anni e da domani ci attiveremo con il Centro Studi Piemontesi per organizzare a Torino un Convegno a livello nazionale coinvolgendo anche il Reale Castello di Racconigi, tanto amato da Re Carlo Alberto.

Sono in preparazione due Borse di Studio con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino per la valorizzazione del “Fondo Savoia” ivi conservato, ed una destinata ad una scuola statale di Barriera di Milano che hanno la musica come segno di inclusione.
Ma verranno impostate anche delle Tavole Rotonde su argomenti particolarmente differenti ma molto attuali e “difficili” che mi stanno particolarmente a cuore dal punto di vista sociale, sanitario e storico.
Il mio è un grande debito di riconoscenza nei confronti del Real Collegio Carlo Alberto, fondato da Re Carlo Alberto nel 1838.


Giorgio GAGNA

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Organigramma

Giorgio GAGNA | Presidente

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Roberto DE MASI | Consigliere

Sabrina GONZATTO | Consigliere

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